domenica 16 dicembre 2012

Tre punti per ripartire...2 di 3


L’AGENDA  MONTI

Personalmente mi è parsa una ricetta con troppe  tasse e pochi  tagli. Di spending review si è parlato e basta. Solo una serie ed approfondita revisione della spesa pubblica può far trovare lo spazio per ridurre il cuneo fiscale, per diminuire le tasse e metterci di nuovo in grado di fare ancora  economie, cioè quello che meglio hanno sempre saputo fare i nostri imprenditori.

L’evasione fiscale è pesante ed è un reato che va perseguito con forza e con metodo non certo con azioni solo dimostrative. Ma non può diventare la scusa per cui non si possono ridurre le tasse.  Quando la pressione fiscale reale è pari al 68%,  allora diventa impossibile restare competitivi sia di fronte alle imprese mafiose e paramafiose che in Italia non pagano né tasse né contributi, sia di fronte alle altre imprese europee che godono di un sistema fiscale più equilibrato.

 Del resto l’Italia, nonostante tutto quello che dice la stampa e certa parte della politica, rimane la 3° economia d’Europa per PIL e dato che l’alta tassazione è connessa proprio al PIL ne risulta che allo Stato Italiano i soldi non mancano, il problema, semmai, è dove finiscono, quali sono i mille rivoli lungo cui si  disperde il tesoro delle nostre tasse.

Il problema della riduzione della spesa pubblica è centrale, ma va isolato dalla spesa sociale, perché non è certo l’abbondanza di asili nido, di scuole, di palestre che ha rovinato i nostri conti pubblici:
stiamo cercando di riempire d’acqua uno scolapasta! Non ha senso farlo senza prima tappare i buchi.

Ora bisogna snellire lo Stato, e i suoi diversi livelli istituzionali; occorre che i servizi pubblici, o meglio in mano pubblica, tornino a far parte del mercato, siano acquisibili e vendibili.
Bisogna che diventino la molla con la quale si può far espandere l’economia del paese. Ma per questo occorre diminuire drasticamente le tasse, quelle proprie e quelle improprie che stanno strangolando il paese, tanto che per molte imprese oggi, l’evasione non è più soltanto un reato, è diventato anche l’unico mezzo per sopravvivere.

Ciò vale soprattutto per quelle aziende piccole e medie che rappresentano la spina dorsale del nostro sistema economico e che danno lavoro ad oltre il 58% dei lavoratori; quella piccola e media impresa i cui ideali e bisogni, le cui istanze per primi, noi di Forza Italia, avevamo fatto nostri e che con il PdL non sembriamo più in grado di difendere.

Meno tasse, meno stato, più impresa: si potrebbe definire un ritorno allo spirito del ’94, oppure rinnovata coerenza con le nostre idee, con quelle idee che, ai Veneti e all’Italia intera, avevano dato speranza, convinzione e voglia di impegnarsi.

Jacopo Carraro

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