Venerdì scorso, in biblioteca ad Oriago, è iniziato un breve ed intenso ciclo di incontri sulla tema della città metropolitana che continuerà martedì sera a Mira presso il teatro di Villa dei Leoni, per concludersi giovedì prossimo al Centro civico di Piazza Vecchia.Il tema è direttamente al centro dell'agenda perchè il decreto che la istituisce di luglio è stato convertito in legge ed è operativo già da agosto.
Di certo c'è che la città metropolitana c'è già! e che da questo fatto reale si deve partire.
1) L'uso del decreto d'urgenza;
2) La costituzionalità legata all'istituzione stessa della città metropolitana;
3) La possibilità di veto del sindaco del comune capoluogo e del Presidente della Provincia;
I primi due punti sono evidentemente collegati alla formulazione stessa della legge e rappresentano ciò sul quale è meno possibile agire in quanto già in atto e soprattutto in capo al governo ed al parlamento.
L'urgenza è motivabile solo con il fatto che il motore che sottende questa legge è quello di tagliare alcuni costi della politica (a nostro mdesto parere forse non i principale ed urgenti) riformando, allo stesso tempo, alcune istituzioni: per questo è stato scelto di eliminare i costi dei consigli provinciali.
La provincia è un ente di "secondo grado", cioè svolge delle funzioni per delega (dallo stato o dalle regioni) e non ha potere di legiferare quindi una riforma, ma anche l'eventuale soppressione, è più semplice e comporta meno problematiche istituzionali.
Ci si domanda: poteva essere fatto diversamente? Sicuramente si! Ma è anche vero che il ritornello che abbiamo tutti nelle orecchie è che "se non si approffitta della crisi per dare una spallata e certe situazioni, non lo si fa più.."
Del resto mi pare che molte siano le voci concordanti sull'opportunità di eliminare le provincie e questo potrebbe essere il primo passo verso la riforma radicale del nostro assetto istituzionale.
Sulla costituzionalità del provvedimento si esprimerà la Corte Costituzionale nel novembre prossimo, basta attendere un paio di mesi!
La terza criticità, invece, è assolutamente condivisibile ed è quello sulla quale si può operare dal basso!
Sarebbe sicuramente opportuno che chi ne ha diritto, per legge, rinunci al privilegio del veto.Questo significherebbe, in primis, il ristabilimento di una naturale condizione di euguaglianza tra le parti, in secundis una dimostrazione di effettiva buona volontà alla cooperazione con i sindaci della instauranda "conferenza matropolitana", visti anche i tempi strettissimi che la legge prevede.
Infatti, c'è tempo fino al 24 settembre per aderire alla città metropolitana, anche se questo punto non riguarda il territorio mirese che vi farebbe parte anch senza fare alcun consiglio a proposito, dopodichè viene instaurata la conferenza metropolitana, formata da tutti i sindaci della provincia (Venezia compresa) e dal Presidente della Provincia, la quale deve scrivere lo statuto temporaneo decidendo le modalità di elezione del sindaco metropolitano e del consiglio dei dodici (scelti tra i sindaci e i consiglieri comunali di tutta la provincia), che approverà quello definitivo.
Noi ci auguriamo che il sindaco Orsoni e la Presidente Zaccariotto, rinuncino al diritto di veto, e valga semplicemente il voto qualificato dei 2/3 dei componenti della Conferenza Metropolitana perchè questo è un naturale principio di democrazia: UNA TESTA, UN VOTO.
Ribadiamo un'altro punto importante da apportare allo statuto: l'elezione del sindaco metropolitano a suffragio universale!
Rispetto alle altre due opzioni possibili (che sia di diritto il sindaco del capoluogo, che sia eletto con un sistema simile a quello che oggi elegge il Presidente della Provincia) permetterebbe di ribadire lo stesso ovvio e naturale principio di democrazia: UNA TESTA, UN VOTO!!!!!!
Quest'ultimi due elementi, sono ottenibili solo a patto di aderire con slancio propositivo ed aperto alla città metropolitana e dimostrando la capacità di mettersi in rete con gli altri comuni, quantomeno con quelli della riviera, ai quali siamo uniti da una continuità fisica, storica, culturale oltre a molte tematiche territoriali.
Il Pdl di Mira è pronto a fare la propria parte in questo senso ed invita tutte le forze, di maggioranza e di minoranza ad impegnarsi in questa direzione.
Jacopo Carraro
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