Abbiamo detto che non esiste per Mira la possibilità di passare sotto la provincia di Padova. Questo è scritto nalla legge che istituisce la Città Metropolitana di Venezia e dalla Costituzione, la quale prevede, e la legge richiama chiaramente tale articolo, la possibilità di cambiare provincia solo per i comuni confinanti, tramite referendum (art. 133).
Del resto anche Barbara Degani, la Presidente della provincia di Padova, ha ammesso che per i comuni della Riviera del Brenta, a parte i confinanti Vigonovo e Stra', è molto difficile ipotizzare un passaggio sotto Padova.
Ciononostante stiamo al gioco e proviamo a capire cosa comporterebbe dal punto della vita di tutti i giorni delle persone.
Prendiamo il nostro portafoglio e cosa ci troviamo: la carta d'identità, la patente, il passaporto, il tesserino sanitario per qualcuno la licenza di caccia o di pesca, la tessera di appartenenza ad ordini e collegi professionali.
Inoltre i centri d'impiego sono provinciali, le liste di collocamento sono provinciali e chissà quanti altri sono i documenti di associazioni, organizzazioni e quant'altro che riportano la dicitura della provincia.
Sono documenti che, a rifarli, costano tempo e soldi e certamente per doverli cambiare tutti ci deve essere un buon motivo.
Per non parlare poi delle iscrizioni alle camere di commercio, le PMI, i certificati SOA, i certificati ISO, le casse edili: tutti organizzati su base provinciale.
Sarebbe veramente interessante fare una stima per calcolare il costo di un cambiamento di questo tipo per le nostre imprese già in difficoltà per la situazione economica generale.
Dover rifare tutta questa montagna di documenti ha un costo in denaro e in tempo, e per cosa? Quali sarebbero i vantaggi nell'appartenere alla provincia di Padova?
Assolutamente non abbiamo nulla contro Padova, ma forse il turismo, l'industria, la portualità che ci riguarda direttamente come miresi, hanno bisogno di Venezia, del suo nome, della sua capacità di attirare investimenti e persone unica al mondo.
Certo dovremo liberarci almeno di alcune delle zavorre che bloccano il sistema Italia, ma questa è un'altro tema da affrontare comunque.
E' un esercizio puramente teorico, ma rende un po' l'idea di quali potrebbero essere le ricadute sulla nostra vita di semplici cittadini, oeprai, impiegati, professionisti, lavoratori, commercianti ecc.
A questo punto viene naturale domandarsi: a cosa serve ragionare sull'adesione a Padova? Non avrebbe più senso impegnarsi per la città metropolitana di Venezia, pur consapevoli del fatto che la legge non è stata fatta esclusivamente per la nostra provincia, ma riguarda tutte 10 le città metropolitane (da Roma a Torino, da Reggio Calabria a Milano passando poi per Bologna, Firenze, Genova e Bari, oltre a Venezia), e che per forza ci sarà da lavorare?
La città Metropolitana d'altra parte, non sarà per nulla differente dall'attuale provincia sia nella sua conformazione che nei suoi compiti, ma potrebbe/dovrebbe rappresentare in futuro l'unico intermedio tra regioni e comuni in grado di operare, e questo anche dal punto di vista finanziario, proprio perchè ne sono state riconosciute le specificità.
Magari in un futuro anche prossimo, ci potremmo trovare a gestire l'ingresso di nuovi territori nella città metropolitana, cosa sicuramente auspicabile.
Quindi, meglio intervenire fin da subito, per far partire al meglio (almeno per il nostro comune) la città Metropolitana, sapendo che non sarà una partita che si conclude oggi.
Di nuovo rinnoviamo il nostro invito alle forze politiche a discutere e aderire con visione e slancio, pur sapendo che non sarà facile comunque, a questa iniziativa per cercare di governarla per il bene di tutti, ma di Mira in primis, come si dice "ognuno per primo fa il suo".
Ricordo a tutti che martedì e giovedì di questa settimana, alle ore 20.30, rispettivamente al Teatro Villa dei Leoni e al centro Civico di Piazza Vecchia, ci saranno due incontri pubblici sul tema, partecipate numerosi!!!
Jacopo Carraro

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